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Metodologia

Caratteristica peculiare del Corso METIS CATANIA sono i moduli di FILOSOFIA DELLA NARRAZIONE, PITTURA INTUITIVA E BIBLIOCOUNSELING

COUNSELING FILOSOFICO E NARRAZIONE DEL SE’

Il counseling filosofico è una relazione d’aiuto che usa gli strumenti critici della filosofia come metodo di cura alla persona; nel counseling filosofico l’importanza del dialogo consiste nel far comprendere al consultante che ogni singolo è immerso in un mondo di possibilità, conosciute o ignote, che donano un senso alla nostra vita e attraverso la narrazione l’individuo dà forma al proprio sè e al mondo esterno. In questo contesto si inserisce il laboratorio di scrittura autobiografica: si scrive di sè per indagare su questioni di senso e per intraprendere un percorso di cambiamento e crescita personale. Il laboratorio dell’AUTOBIOGRAFIA usa come medium la scrittura, quindi ad ogni incontro si effettueranno delle sedute di counseling di gruppo per   prendersi cura di sè attraverso una scrittura personale che sgorga dall’anima. In questo lungo viaggio alla ricerca di se stessi, in cui si è soli, profondamente soli, ci si incontra con la propria e l’altrui scrittura

PITTURA INTUITIVA

La pittura intuitiva è una profonda esperienza di evoluzione, alla scoperta della propria essenza per una profonda trasformazione interiore.Questo laboratorio, vuole offrire un percorso di consapevolezza e di crescita personale attraverso la mediazione artistica dell’immagine e il potenziale creativo della pittura intuitiva come pratica di autoconoscenza e come mezzo per liberare e trasformare le emozioni, nella gestione delle risorse interiori e nel risveglio dell’autenticità. La pittura intuitiva non ha come obiettivo la prestazione tecnica ed estetica, bensì la ricerca di un’espressione autentica che ci metta in relazione con noi stessi. La modalità espressiva della pittura è al servizio della consapevolezza, per liberare sensazioni ed emozioni: è con l’anima che si dipinge.

BIBLIOCOUNSELING

La biblioterapia nasce negli anni ’30 negli Stati Uniti e da allora si è diffusa in Europa non solo come tecnica propriamente psicoterapeutica ma, utilizzata in diversi contesti, anche come strumento psico-educativo, nelle relazioni d’aiuto e di crescita personale. Interrogarsi attraverso la lettura, su se stessi e il mondo, modifica la sfera del conoscere e del sentire, espande la comprensione della realtà, rende il pensiero più flessibile. Il meccanismo psicologico fondamentale sul quale si fonda il potenziale valore “terapeutico” di un testo narrativo è quello dell’identificazione del lettore con le vicende, emozioni e pensieri dei personaggi; in tal modo egli può accedere a quelle parti in ombra o problematiche di sé attraverso una trama narrativa che le renda pensabili e comunicabili stimolando le proprie capacità empatiche e riflessive. Un secondo elemento peculiare alla biblioterapia è la dimensione relazionale: un libro è potenzialmente “terapeutico” non solo per l’appropriatezza dei suoi contenuti rispetto al malessere della persona, ma anche perché ciò che la lettura suscita è oggetto di riflessione condivisa fra lettore e operatore, o nell’ambito di gruppi di lettura, dove assume un’importante funzione di socializzazione permettendo di condividere la propria esperienza e parlare di sé attraverso ciò che il testo narrativo suscita in ogni partecipante.

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